American Heart Association
ACC Meeting
Associazione Silvia Procopio

Valore prognostico dei livelli di PCSK9 nei pazienti con sindromi coronariche acute


La proproteina convertasi subtilisina-kexina 9 ( PCSK9 ) è un obiettivo emergente per il trattamento della ipercolesterolemia, ma l'utilità clinica dei livelli di PCSK9 per guidare il trattamento non è nota.
Uno studio ha valutato in modo prospettico il valore prognostico dei livelli plasmatici di PCSK9 nei pazienti con sindromi coronariche acute ( ACS ).

I livelli plasmatici di PCSK9 sono stati misurati in 2.030 pazienti con sindrome coronarica acuta sottoposti ad angiografia coronarica in una coorte prospettica in Svizzera.

A 1 anno, l'associazione tra terzili di PCSK9 e morte per tutte le cause è stata valutata aggiustando per le variabili Global Registry of Acute Coronary Events ( GRACE ), così come il raggiungimento degli obiettivi di colesterolo LDL minore di 1.8 mmol/l.

I pazienti con più alti livelli di PCSK9 all’angiografia hanno avuto più probabilità di avere ipercolesterolemia familiare clinica ( rate ratio, RR=1.21 ), essere trattati con terapia ipolipemizzante ( RR=1.46 ), di presentarsi con più lunghi intervalli di tempo di dolore toracico ( RR=1.29 ) e più elevati livelli di proteina C-reattiva ( RR=1.22 ).

La PCSK9 è aumentata 12-24 ore dopo la sindrome coronarica acuta ( 374 vs 323 ng/ml, P minore di 0.001 ).

A 1 anno di follow-up, gli hazard rate per terzili di PCSK9 di livello superiore rispetto al livello inferiore sono stati 1.13 per la morte per tutte le cause e sono rimasti simili dopo aggiustamento per il punteggio GRACE.

I pazienti con livelli più elevati di PCSK9 avevano meno probabilità di raggiungere gli obiettivi raccomandati di colesterolo LDL ( RR=0.81 ).

In conclusione, nei pazienti con sindrome coronarica acuta, elevati livelli plasmatici di PCSK9 iniziali sono risultati associati a infiammazione nella fase acuta e a ipercolesterolemia, ma non hanno previsto la mortalità a 1 anno. ( Xagena2016 )

Gencer B et al, Eur Heart J 2016; 37: 546-553

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